DESIGN GoesTo FASHION

Oggi, durante la routine quotidiana composta da ufficio – commercialista – banca – ufficio – casa, mentre ero in auto, in coda per i classici lavori sul manto stradale, con il sole che per i miei gusti scaldava un po’ troppo, mi sono posta una semplice domanda: QUANTO LA MODA INFLUENZA IL DESIGN? E QUANTO è VERO ANCHE IL CONTRARIO?

Che il mondo del Design sia strettamente connesso a quello del Fashion è ormai cosa nota, lo si può constatare in vari ambiti: i tessuti che rivestono i nostri amati sofà, i colori più o meno sgargianti che di volta in volta scegliamo per la zona living piuttosto che per la camera da letto. Una digressione a parte la meriterebbe la carta  da parati, tornata protagonista, in questi ultimi tempi, dell’arte di decorare le pareti. Parecchie case di moda di fama mondiale, hanno deciso di ampliare le loro prospettive di vendita, e quindi di guadagno, declinando il linguaggio della moda in quello del Fashion Interior Design, creando così un vero e proprio MOOD al quale ispirarsi e a cui fare riferimento, non solo quando si sceglie un capo di abbigliamento o una IT-Bag, ma anche quando si tratta di acquistare una poltrona, ad esempio.

 

Ma è possibile asserire anche il contrario? Il Design e l’Architettura riescono in qualche modo ad avere una qualche influenza sulla moda? Anche se in misura diversa, possiamo dire di SI! Sono passati ormai un paio di mesi da quando all’Arsenale di Milano è andato in scena il Re-Inventing Shoes, organizzato da Rem D. Koolhaas, nipote del famoso archistar, fondatore del brand United Nude, Koolhaas ha chiesto a cinque designer di creare dei loro modelli di calzature. Zaha Hadid, Ben Van Berkel, Ross Lovegrove, Fernando Romero e Michael Young si sono cimentati in questo progetto, inserendo i tratti caratteristici delle loro opere nelle stesse calzature, ed i risultati sono stati strabilianti, le scarpe scultura avveniristiche sono state poi realizzate mediante l’utilizzo di stampanti 3D.

Anche Renzo Piano ha recentemente collaborato con Max Mara alla realizzazione della Whitney Bag. Ad onor del vero la suddetta borsa nasce come omaggio all’ Archistar Italiano, che ha da poco inaugurato il Whitney Museum di New York, il nuovo edificio iconico che si staglia sullo skyline di Manhattan e che è la sede del Museum of American Art di New York. La borsa riflette le caratteristiche dell’edificio, la colorazione grigio-azzurro e l’aspetto modulare della facciata del museo sono riproposti anche nel colore e nella lavorazione della borsa, che è stata proposta in edizione limitata, già sold-out, ed è divenuta in poco tempo un pezzo cult.

Ovviamente siamo ancora un po’ lontani dalle borse ispirate a Jane Birkin e a Grace Kelly prodotte da Hermes, ma una famosa stilista, Gabrielle Bonheur Chanel, meglio nota con lo pseudonimo Coco Chanel, già nei primi anni del ‘900 aveva intuito la forte connessione tra Moda e Architettura, infatti alla stessa Chanel piaceva ripetere che :”La Mode c’est comme l’architecture, tout est une questione de proportions” (“La Moda è come l’architettura, è una questione di proporzioni”).